La morte celebrale

Quando il cervello non funziona più

La morte di una persona può avvenire per ARRESTO CARDIACO oppure, se in rianimazione per gravissime lesioni cerebrali, per MORTE CEREBRALE, cioè per perdita totale delle funzioni vitali del cervello. In questo secondo caso, La Scienza e la Legislazione di quasi tutti gli Stati hanno stabilito che La MORTE CEREBRALE COINCIDE CON LA MORTE EFFRTIVA DELLA PERSONA, anche se il paziente, ormai morto, rimane collegato a delle apparecchiature che forzano il sangue a circolare ed il cuore a battere per irrorare gli organi che possono essere trapiantati. La morte cerebrale è una condizione irreversibile e la diagnosi si ha quando coesistono simultaneamente tutti i seguenti sintomi:

  • STATO DI INCOSCLENZA
  • ASSENZA DI RIRESSI E DI REAZIONI A STIMOLI
  • ASSENZA DI RESPIRO SPONTANEO
  • SILENZIO ELETTRICO CEREBRALE

Chi controlla se il cervello non funziona più

La condizione di "morte cerebrale" è inizialmente riconosciuta dal medico della
rianimazione in cui è ricoverato il paziente.

Poi, una Commissione composta da un medico legale, un anestesista rianimatore ed un neurologo verifica la condizione di "morte cerebrale" ed il suo persistere ININTERROTTAMENTE per un periodo di oltre 6 ore. Solo allora, La Commissione, all'unanimità, autorizza il PRELIEVO DI ORGANI da quel cadavere. Da questo momento, una o Più équipes, precedentemente allertate, iniziano Le operazioni di prelievo di uno o più organi che, adeguatamente congelati, sono trasportati nei vari Centri di Trapianto, su indicazione del Centro di Riferimento di competenza territoriale. In Italia sono 3: NIT-AIRT-OCST.