- Cos'è la morte cerebrale?
- Cosa succede dopo?
- Chi controlla?
Morte cerebrale e donazione di organi
La morte cerebrale è riconosciuta dalla comunità scientifica dal 1968, a seguito del Report della Harvard Medical School di Boston (USA). È il principale criterio utilizzato per il prelievo di organi destinati ai trapianti. In Italia, la Legge N. 578/93 ne stabilisce i criteri e le procedure.
Cos'è la morte cerebrale?
La morte cerebrale è la perdita irreversibile di tutte le funzioni del cervello. Non deve essere confusa con il coma, nemmeno con quello definito “irreversibile”. Nel coma, infatti, possono esserci ancora minime attività cerebrali, mentre nella morte cerebrale il cervello ha cessato ogni funzione.
La diagnosi di morte cerebrale può avvenire solo nei reparti di rianimazione e deve rispettare un protocollo rigoroso:
- Accertamento da parte di una commissione di tre specialisti (un medico legale, un anestesista rianimatore e un neurologo).
- Monitoraggio dell’elettroencefalogramma per almeno 6 ore consecutive, che deve risultare piatto.
- Verifica dell’assenza di tutte le funzioni vitali del cervello, tra cui:
Stato di coscienza
Respiro spontaneo
Riflessi e reazioni a stimoli
Qualsiasi attività elettrica cerebrale
Cosa succede dopo l’accertamento della morte cerebrale?
Una volta dichiarata la morte cerebrale, viene richiesto ai familiari il consenso scritto per il prelievo degli organi.
Da quel momento, si attivano procedure molto rapide:
- Vengono effettuati test biologici e clinici per verificare la compatibilità degli organi con i possibili riceventi.
- I pazienti in lista d’attesa vengono individuati.
- Le équipes chirurgiche si preparano al prelievo e al trasporto degli organi nei centri di trapianto.
Dopo l’intervento, il corpo del donatore viene ricomposto con cura, come in una normale operazione chirurgica, e restituito alla famiglia per le esequie.
Chi controlla la morte cerebrale e il prelievo degli organi?
Il primo medico a sospettare una possibile morte cerebrale è il rianimatore che segue il paziente. Successivamente, una commissione di esperti, composta da un medico legale, un anestesista rianimatore e un neurologo, esamina la situazione. Se la diagnosi è confermata dopo almeno 6 ore, la commissione autorizza il prelievo degli organi.
Gli organi prelevati vengono poi trasportati nei Centri di Trapianto indicati dal Centro di Riferimento competente per il territorio.
In Italia, i principali Centri di Riferimento sono:
- NIT - Milano
- CNT - Roma
Vuoi saperne di più sulla donazione degli organi?
Contatta il centro trapianti più vicino e scopri come puoi contribuire a salvare vite.
